Tassazione rendimenti fondi pensione




I fondi pensione sono degli strumenti tecnici del sistema pensionistico privato italiano, individuati dal legislatore al fine di garantire ai lavoratori una pensione complementare, da affiancare a quella che spetterebbe ai sensi di legge erogata dagli enti previdenziali obbligatori, è importante sapere la tassazione dei rendimenti.

Fino a qualche tempo fa, i fondi pensionistici erano considerati i migliori investimenti possibili da effettuare ed erano gli investimenti principali ce si effettuavano nel mercato europeo. Grazie al fondo pensione il lavoratore investe volontariamente i propri risparmi durante la vita lavorativa, allo scopo di garantire prestazioni pensionistiche aggiuntive e sicure.

L’ammontare delle prestazioni previdenziali è calcolato in funzione dei contributi versati, mediante una gestione finanziaria a capitalizzazione degli stessi contributi versati dagli aderenti al fondo.

I fondi pensioni sono delle categorie ben distinte di investimento che hanno:

  • un’autorità di vigilanza ad hoc (la Covip);
  • Tassazioni inferiori perché il Fisco preleva l’11% sui guadagni, anziché il 12,5% dei fondi comuni.
  • limiti al disinvestimento, che può avvenire solo al momento del pensionamento e, nella maggior parte dei casi, sotto forma di rendita integrativa alla pensione. Solo in situazioni particolari è possibile disinvestire anche una parte consistente. Una grossa differenza rispetto ai fondi comuni, da cui si può entrare e uscire a piacimento.

Tassazione fondi pensione

Tutto questo accadeva prima della riforma del Governo Renzi relativa al Patto di Stabilità.




La nuova legge di Stabilità 2015 ha aumentato al 20% la misura dell’imposta sostitutiva da applicare sul risultato di gestione maturato nel periodo di imposta dalle forme di previdenza complementare con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2014.L’aumento delle tasse sui fondi pensione previsto dalla Legge di Stabilità si applica a tutte le tipologie di previdenza complementare, e per tenere conto degli investimenti in titoli di Stato, i redditi derivanti da questi investimenti concorrono alla base imponibile per il 62,5%: è una delle precisazioni contenute nella circolare applicativa 2/E dell’Agenzia delle Entrate sull’aumento al 20% delle tasse ai fondi pensione. Il riferimento normativo sono i commi 621, 622, 624, dell’articolo 1 della legge 190/2015.

L’aumento della tassazione dei fondi pensione, inoltre, viola i principi dello Statuto del contribuente, perché è retroattivo (a partire dal 1° gennaio 2014). E, come se non bastasse, questi aumenti creano ancora più sfiducia nei confronti di un sistema, quello della previdenza integrativa, necessario per il nostro futuro.

Questo nuovo disegno di legge è un  intervento pesante che va nella direzione opposta al rilancio della previdenza complementare necessario per permettere ai lavoratori di avere una rendita adeguata al momento del pensionamento: è cioè una conferma ulteriore della volontà di allungare sempre più l’età pensionabile.

L’aspetto positivo è che per ora i fondi pensione restano esenti dall’imposta di bollo sulle attività finanziarie, una sorta di mini-patrimoniale introdotta nel 2012 dal governo Monti (che colpisce quasi tutti  gli strumenti finanziari) e rincarata a partire da quest’anno con aliquota che è passata dallo 0,15% allo 0,20% del capitale.